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MediOriente 2010

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 Informazioni utili

In questa sezione riporto un po’ di informazioni utili: ad esempio orari di apertura di alcuni monumenti, numeri telefonici utili, indicazioni turistiche ricavate da un po’ di riviste, libri e altre guide, ecc.

N.B. i riferimenti alle riviste hanno i seguenti significati: IeL = Itinerari e Luoghi, VdR = Viaggi di Repubblica, BE = Bell'Europa, Mer = Meridiani, SW = Superwheels, LP = Lonely Planet, Arc = Archeo, Pmo = Partiamo.

 Sommario delle schede informative:

Passaporto

Patente Internazionale

Trasporto moto

Giordania

Libano

Siria

Turchia

 

Documenti variDocumenti vari (passaporto, patente internazionale, ecc.)

N.B. i prezzi e le procedure riportate in questa sezione sono aggiornate al 2010. Al momento di dover fare i documenti è comunque consigliabile informarsi sugli eventuali cambiamenti.
 

  Passaporto: il limite di validità solitamente richiesto è di 6 mesi, vale a dire che, andando in Siria nell’agosto 2010, il passaporto non dovrà scadere prima del febbraio 2011.

Formalità necessarie:

un documento di riconoscimento valido
2 foto formato tessera identiche e recenti
1 contrassegno telematico di € 40,29 (dal 1 Settembre 2007 il contrassegno sostituisce la marca da bollo)
la ricevuta di pagamento di € 42,50 per il passaporto ordinario a 48 pagine (disponibile da Maggio 2010) sul c.c. postale 67422808 intestato al Ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro con causale “importo per il rilascio del passaporto elettronico”
allegare sempre il vecchio libretto; in caso di smarrimento / furto, allegare la relativa denuncia

N.B. Le operazioni elencate sono da farsi in caso di RILASCIO del passaporto; in caso di RINNOVO (cioè si possiede già un passaporto con validità superiore ai 6 mesi all’agosto 2007) dal 2003 la legge ha elevato a dieci anni la validità del passaporto, eliminando l’obbligo del rinnovo quinquennale. Per chi avesse fatto il passaporto prima di quella data è possibile prorogare la durata fino ad un massimo di 10 anni dalla data del rilascio, presentando la domanda presso i seguenti uffici: la Questura, l’ufficio passaporti del commissariato di Pubblica Sicurezza, la stazione dei Carabinieri, l’ufficio postale, l’ufficio comunale. Per il rinnovo del passaporto è necessario presentare la domanda e il vecchio passaporto.

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 Patente internazionale: è necessaria in Siria e Giordania. Si effettua alla Motorizzazione Civile del comune di appartenenza.
 
Formalità necessarie:

Patente internazionale
Patente internazionale
(16 KB)

Compilare modello TT 746 (in distribuzione presso gli Uffici Provinciali Motorizzazione)
Versamento di € 14,62 sul c/c 4028
Versamento di € 9,00 sul c/c 9001
Marca da bollo da € 14,62
2 foto recenti formato tessera, di cui una autenticata, su fondo bianco ed a capo scoperto, su carta non termica. Nel caso non possa essere autenticata direttamente allo sportello dall’interessato si può richiedere l’autenticazione in Comune o da un notaio
Patente di guida in corso di validità in visione (e relativa fotocopia fronte - retro)

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 Trasporto moto: per fortuna, a partire da quest’anno è stato istituito / ripristinato un traghetto diretto dall’Italia alla Siria, in particolare da Venezia a Tartous. La compagnia è Visemar Line e potete prenotare sul sito di AFerry.
Il biglietto di sola andata, una persona in cabina mista da 4 persone (non è possibile prendere nè la poltrona nè il passaggio ponte) e la moto, è venuto 402 euro + 10 euro per pagamento con carta di credito (unica possibilità tra l’altro, quindi facevano prima a chiedere direttamente 412 euro!), totale 412 euro.
Le partenze da Venezia sono tutti i giovedì alle 16, l’arrivo a Tartous è per la domenica successiva alle 12, quindi in totale sono 3 notti per 68 ore di navigazione (qui gli orari completi, andate e ritorni 2010).
Per il momento è tutto, al mio ritorno aggiornerò questo paragrafo con le mie impressioni.

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Giordania Giordania

Internet: link turistici della Giordania.

Documenti: visto turistico, ottenibile anche direttamente alle frontiere (sia terrestri che aeroportuali), ad eccezione della frontiera di King Hussein Bridge / Allenby Bridge (frontiera più vicina ad Amman), dove le Autorità giordane non rilasciano visti.

Fuso orario: +1 ora rispetto all’Italia.

Moneta: Dinaro Giordano (JOD). 1 € = 0,889 JOD; 1 JOD = 1,112 € (cambio al 03/07/2010)

Prefisso per l’Italia: 0039. Prefisso dall’Italia: 00962.

Ambasciata d’Italia ad Amman: Hafiz Ibrahim Street, 5/7, Jabal Al Weibdeh, 11191 Amman, Tel.: +962.6.4638185, 4636413, 4624342, Cellulare per emergenze: (+962) 79 5586420, E-mail: info.amman@esteri.it, E-mail Sez. Consolare: consolare.amman@esteri.it.

Vice Consolato Onorario in Aqaba: Tel.: (+962 3) 2012313, Cellulare per emergenze: (+962) 79 5654229, E-mail: khaterop@hotmail.com.

Indirizzi utili: Vigili del Fuoco: 193, Pronto soccorso e Polizia: 192 / 191.

Consigli di visita:

Strade: quelle più panoramiche sono senza dubbio quelle che scendono dall’interno fin sul Mar Morto; sono solo quattro e consiglio di percorrerle tutte. La King’s Road, invece, è un po’ deludente, tranne il tratto che attraversa la gola dell’Uadi al-Mujiib, dove la strada picchia per 400 metri per poi risalire dall’altro lato e quello subito dopo Petra, procedendo verso sud. (SW 2000)

Wadi Rum: circa 10 km prima del villaggio si arriva ad un bivio; ignorare l’indicazione e il posto di blocco e imboccate a sinistra la strada che è completamente libera. Viaggerete per una sessantina di km asfaltati in una vallata priva di controlli. Qui sono state girate le sequenze più spettacolari di Lawrence d’Arabia. (SW 2000) Offre uno dei più spettacolari paesaggi desertici al mondo, con le sue imponenti montagne di forme bizzarre e gli incredibili colori che si alzano in mezzo allo spazio sconfinato di una natura sconvolgente. (VdR 1998)

Madaba: “capitale” dei mosaici, è il più importante centro cristiano della Giordania, situata sulla storica “Strada dei Re”, 30 km a sud di Amman e 10 km a sud est del Monte Nebo. Le prime stupende raffigurazioni videro la luce qui, alla fine dell’800. Il mosaico più importante dell’intera regione, la famosa “Carta di Madaba”, si trova custodito nella chiesa ortodossa di San Giorgio. (VdR 2000)

Monte Nebo: a 10 km a ovest di Madaba, anch’esso famoso per i grandiosi mosaici conservati nel monastero costruito sulla sommità. Qui si crede sia conservata la tomba di Mosè, salito fin qui per ordine del Signore ad ammirare la Terra Promessa. Il panorama va dal Mar Morto alla valle del Giordano e, nei giorni limpidi, fino a Gerusalemme. (BE 1998)

Jerash: è il centro più bello della Decapoli (lega commerciale mediorientale sorta nell’ambito dell’Impero Romano nel I secolo a.C. e tramontata solo nel VII secolo d.C. a causa della conquista Omaiade della regione), secondo solo a Petra per meraviglia. É situata a nord di Amman, a metà strada con il confine siriano e contiene i più ricchi resti romani del medioriente. Ovunque si volga lo sguardo, Jerash lascia a bocca aperta, con i suoi tre teatri, l’ippodromo, innumerevoli templi innalzati alle divinità dell’Olimpo, bagni e ninfei. L’emozione più grande si prova nel percorrere i 600 metri di lunghezza del Cardo Maximus intersecato da due decumani, anch’essi fiancheggiati da colonne e con i segni del passaggio dei carri impressi nel pavimento. Il primato del monumento più spettacolare va certamente al Tempio di Artemide. (VdR 2000)

Umm Qays: continuando il tour della Decapoli, si giunge all’estremo nord, quasi al confine con la Siria, dove si incontra un altro straordinario panorama. Siamo a Umm Qays, l’antica Gadara di romana memoria, dove la leggenda vuole si trovino gli ulivi più antichi del mondo. Terrazzo naturale a strapiombo sul lago di Tiberiade, il suo emissario Giordano, il fiume Yarmuk che segna il confine tra Giordania e Siria prima di gettarsi nel Giordano e numerosi altri piccoli laghi. (VdR 2000)

Zarka Ma’in: conosciuta anche come Hammamat Ma’in, i Bagni di Ma’in, si trova a poca distanza dal Mar Morto. Sulle sue rive, avvicinandosi per una discesa mozzafiato, si possono ammirare delle multiformi costruzioni saline. Bagno termale le cui acque calde, ricche si sali minerali, sono indicate per le malattie reumatiche e della pelle.

Kerak: è il castello più sensazionale della Giordania. Costruito dai Crociati nel 1132 lungo la via carovaniera che conduceva dall’Arabia e dall’Egitto verso la Siria. Situata a quasi mille metri d’altezza, la fortezza domina un paesaggio che abbraccia il Mar Morto e parte della Valle del Giordano. Il castello è abbastanza ben conservato, con una torcia in pugno si può intraprendere un’emozionante esplorazione dei corridoi semibui del castello, tra ampi saloni, scale e passaggi segreti. (VdR 2000)

Oasi di Azraq: situata in pieno deserto, è un crocevia di strade che conducono ai quattro punti cardinali: Amman, Siria, Arabia Saudita e Iraq. É citata sulle guide per il suo castello di basalto nero costruito nel XIII secolo. Il custode druso che vi lavora non mancherà di spiegarvi che Lawrence d’Arabia fissò qui il suo quartier generale nell’inverno del 1917, il momento culminante della rivolta araba con l’impero ottomano. (VdR 2000)

Petra: a sinistra del Qasr al-Bint la Petra meno conosciuta, quella che le guide si prendono la briga di non far vedere ai più. Sulla sommità del colle dietro il tempio si abbracciano quasi tutte le tombe in un colpo d’occhio che s’imprime nella retina in modo indelebile. Da lì si prosegue per la Tomba rinascimentale, dalle linee così pure da sfidare la perfezione, per continuare fino al Triclinium e alla Tomba del Soldato Romano. I più arditi tornano da qui al Tesoro affrontando un saliscendi di scale ripidissime, di gole e di giravolte che mantengono intatto il fascino dell’avventura. Si consiglia di iniziare la visita tra le 7 e le 8 del mattino. (BE 1998) Jordan’s best-known tourist attraction, Petra, is one of the great wonders of the Middle Eastern world – a city that was carved straight into solid rock. It unfolds grandly after a two kilometre (1.2 mile) walk through a very narrow chasm adding to its mystery and grandeur. Built during the fifth and sixth centuries BC, Petra is the ruined capital of the Nabatean Arabs. Its immense façades were lost for almost 1000 years until they were rediscovered by the Swiss traveller Johan Ludwig Burckhardt in 1812. Today, there are still many sites to see including the el Khazneh (The Treasury) monument, which is a giant tomb carved out of rock, the Temple of the Winged Lions, the al-Deir (Monastery) and the small Archaeological Museum, which displays artefacts found at Petra during the 19th and 20th centuries. Immerse yourself in Petra by night and be part of a truly unique experience. Under the gaze of the moon and the light of the stars walk through the famous Siq to the candle-lit red-rose city, while listening to nostalgic music echoing in the chambers of the magical Treasury. This is sure to be a memorable experiences. Petra by Night is offered on Mondays, Wednesdays and Thursdays from 8:30-10:30. For tours of Petra by night contact your hotel or travel agent for details and reservations. The ancient site of Petra an its Visitor Center are open to visitors on a daily basis from 6am to 6pm during the summer and 6am to 4pm in the winter.

Mangiare:

Ramadan 2010: dall’11 agosto al 10 settembre.

Piatti tradizionali:

* “Mensaf”: specialità culinaria tipica dei beduini della Giordania. Viene servita su un grande piatto di rame intorno al quale si riunisce tutta la famiglia. Sul fondo viene steso uno strato di riso, condito con uno yogurt liquido molto saporito e mandorle tritate. Sopra vengono sparsi pezzi di carne di montone o di pollo. Oggi è possibile trovare il mensaf in ogni ristorante giordano. (VdR 2000)

Dormire:

Petra:

* Taybet Zaman, Wadi Musa. Molti lo considerano l’albergo più chic della Giordania e soggiornarci è un’esperienza davvero particolare. Non si tratta infatti di un hotel vero e proprio, ma di un villaggio rurale dell’Ottocento con rustiche casette di pietra affacciate su vicoli e piazzette e una dozzina di caratteristiche botteghe e laboratori d’artigianato. All’interno delle case sono stati ricavati 105 ampie camere e appartamentini, diversi l’uno dall’altro e arredati in tradizionale stile beduino con mobili e arazzi di ottimo gusto. Oltre all’incomparabile atmosfera, sono molto piacevoli il ristorante, la terrazza coperta del bar, la beauty farm che offre massaggi rilassanti e la piscina con vista strepitosa sullo scenario circostante di rocce rosate. Per una doppia si spendono sui 170 dollari. (Mer 2000)
* Petra Forum, Wadi Musa. Soggiornare in questo albergo confortevole a due passi dall’ingresso dell’area archeologica di Petra consente di entrarci la mattina presto, prima che arrivino gli autobus carichi di turisti e poi di godersi quasi in solitudine lo spettacolo delle rovine al tramonto. Una comodità che ha il suo prezzo. Bisogna prenotare con largo anticipo, le sue 147 camere sono molto richieste e spendere dai 140 dollari in su per una doppia. In compenso c’è la piscina all’aperto e alcune camere offrono una vista grandiosa. (Mer 2000)
* King’s Way, Wadi Musa. É tra gli alberghi 4 stelle più recenti del comprensorio di Petra e si trova a 4 km dall’ingresso della città nabatea, sulla strada principale a nord del villaggio Wadi Musa, nelle vicinanze della sorgente di Mosè. Offre 77 camere, l’indispensabile piscina all’aperto per i mesi più caldi e una piacevole terrazza. Per la doppia si spendono dai 115 dollari in su. (Mer 2000)
* Petra Rest House, Wadi Musa. Abbastanza vicino al cancello di Petra. (IeL 2001)

Comprare:

Avvertenza: la maggior parte dei prodotti non sono giordani, ma provengono da Siria, Yemen e Egitto. (VdR 1998)

Articoli tipici: oggetti in vetro, anfore di varie dimensioni, tappeti beduini con colori forti e disegni geometrici, lavorazioni in legno, sculture e cesellazioni, oggetti intarsiati in legno di ulivo, sali e fanghi del Mar Morto assolutamente più economici di quelli che si acquistano in Italia, lavorazione dell’argento in filigrana, polvere di timo, hennè, bruscolini e pistacchi. (VdR 1998)

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Libano Libano

Internet: link turistici del Libano.

Documenti: visto turistico, ottenibile anche direttamente alle frontiere (sia terrestri che aeroportuali).

Fuso orario: +1 ora rispetto all’Italia.

Moneta: Sterlina Libanese (LBP). 1 € = 1.937,28 LBP; 1 LBP = 0.0005 € (cambio al 16/07/2010)

Prefisso per l’Italia: 0039. Prefisso dall’Italia: 00961.

Ambasciata del Libano a Roma: Via Giacomo Carissimi 38, Tel. 068537211, Fax 068411794, E-mail: ambalibano@hotmail.com.

Ambasciata d’Italia a Beirut: Rue du Palais Presidentiel 2902 - 2633 - Baabda, P.O.box 57 Baabda, Centralino: 009615954955 (orario d’ufficio), Fax: 00961 5 959616, Cell. di reperibilità per emergenze 009613489966 (fuori orario d’ufficio e festivi), E-mail: amba.beirut@esteri.it.

Consolato Onorario d’Italia a Tripoli del Libano: Rue Bahsas, Tel. 009616410410, Fax: 00961 6 410424/410426, Cellulare reperibilità per emergenze: 009613333233, E-mail: s.s.m@dm.net.lb.

Consolato Onorario d'Italia a Saida: Haret Saida, Imm. Debbane, Tel. 00961 7 722236/7 - 721655; Fax Sede 00961 7 722236/7, Cellulare reperibilità per emergenze: 009613561649, E-mail: debbansa@sodetel.net.lb.

ZONE A RISCHIO: - Beirut Ovest e Sud (soprattutto quartieri della periferia Sud, in particolare Dahyie); - area meridionale del Paese (a sud del fiume Litani), dove e’ segnalata la consistente presenza di “cluster bombs” ed ordigni inesplosi, frutto del conflitto del 2006; - Campi palestinesi e zone adiacenti; - Area di Tripoli e vicina regione dell’Akkar; ZONE DI ESTREMA CAUTELA: - l’intera citta’ di Beirut (limitatamente al rischio terrorismo); - Area della Bekaa settentrionale; - la città di Saida (Sidone), soprattutto nell’area limitrofa al campo palestinese di Ain El Helweh (ivi compreso il quartiere di Taamir).

Indirizzi utili: Polizia: 112 / 160, Protezione civile: 125, Ambulanza (a Beirut): 01-386675/6, Fire Brigade 175, Police 160, Red Cross 140, Operator 100, Information 120, Airport 01.628000, Tourist Police 01.350901 - 01.343286 - 01.343209.

Orari apertura: Shops and businesses are typically open Monday through Saturday, 9:00-18:00. Banking hours are Monday through Saturday, 8:30-12:30. Working hours for government offices and post offices are typically 8:00-14:00.

Consigli di visita:

Jeita caverns: visit the spectacular Jeita caverns, around 20km (13 miles) north of Beirut. On two levels, the lower gallery includes an underground waterway which can be visited by boat. Jeita Grotto is one of the most impressive underground caverns in the world. Situated under Mount Lebanon in the Nahr el Kalb (Dog River) Valley, these caves, which have been known to man since Paleolithic times, consist of a lower and upper gallery. The caves were rediscovered by the American missionary Reverend William Thomson in 1836, who ventured 50 metres (164ft) underground. In 1873 engineers working for the Beirut Water Company explored a further 1000 metres (3281ft) into the caves. Today, visitors can explore the 6200-metre deep (20,341ft) lower gallery by boat, whilst the upper gallery, which was not discovered until 1958, can be visited on foot by travelling down a 120-metre (394ft) tunnel. There are numerous multicoloured stalactites and stalagmites, and a huge underground lake in what is one of the world’s most impressive natural wonders.

Bcharré: il viaggio a Bcharré e ai Cedri, a circa 30 km da Tripoli nell’entroterra, passa attraverso lo scenario più bello del Libano. La strada sale tortuosamente le pendici della montagna e, di tanto in tanto, dietro i tornanti compaiono improvvisamente gole spettacolari. I villaggi di case dai tetti con le tegole rosse sono appollaiati in cima alle colline o si sporgono pericolosamente dai fianchi della montagna; a ogni svolta della strada si aprono di fronte agli occhi splendide vedute di boschetti di olivi, vigneti, valli lussureggianti e alte vette. Sopra Bcharré la strada si inerpica verso l'ultima foresta rimasta dei biblici Cedri, conosciuta nel posto come Arz Ar-rab (i cedri di Dio). Questa è solo una piccola foresta: un tempo l'albero cresceva in tutto il paese, ma l'intenso sfruttamento subito ne ha ridotto in modo impressionante la quantità. Alcuni di questi alberi hanno 1500 anni e oggi il luogo è considerato monumento nazionale. Sotto Bcharré, la spettacolare Gola di Kadisha ospita le tombe dei primi patriarchi maroniti, come anche i monasteri costruiti nella roccia. La gola, con i suoi numerosi sentieri, è un paradiso per gli escursionisti.

Tripoli: le attrattive di Tripoli sono la storia medievale e l’architettura dei mamelucchi. È sopravvissuta alla guerra civile meglio della maggior parte delle altre città libanesi e serba intatto il suo fascino arabo con quei suoi vicoli stretti, i “souk”, il lento procedere del tempo e la cordialità della gente. La Città vecchia si estende a est ed è un labirinto di vicoli stretti, “souk” colorati, “hammam” (bagni turchi), “khan” (caravanserragli), moschee e scuole di teologia. È una zona vivace dove gli artigiani continuano a lavorare come facevano fin dal XIV secolo. È anche la patria della favolosa architettura mamelucca, compresa la Moschea Taynal del XIV secolo, la Al-Qartawiya Madrassa e l’intricata “mihrab” (nicchia della preghiera) della Moschea e Madrassa Al-Burtasiya.

Zahlé: A circa 40 km da Beirut, nell'entroterra, Zahlé è un'affascinante e attraente località turistica situata sulle rive scoscese del Fiume Birdawni. Ci sono letteralmente decine di ristoranti all'aria aperta che costeggiano il fiume nella parte alta della città. Durante la stagione estiva sono pieni di gente del luogo, o proveniente da Beirut, che si gode una delle migliori cucine del paese.

Beiteddine: visit the courtyard and state rooms of Beiteddine, in the Chouf Mountains, which is the site of the palace built by the Amir Basheer in the 19th century.

Patrimonio Mondiale dell’Umanità:

* Aanjar: commercial Hub of the Umayyad Dynasty. The city of Anjar was founded by Caliph Walid I at the beginning of the 8th century. The ruins reveal a very regular layout, reminiscent of the palace-cities of ancient times, and are a unique testimony to city planning under the Umayyads.
* Baalbek: roman City of the Sun. This Phoenician city, where a triad of deities was worshipped, was known as Heliopolis during the Hellenistic period. It retained its religious function during Roman times, when the sanctuary of the Heliopolitan Jupiter attracted thousands of pilgrims. Baalbek, with its colossal structures, is one of the finest examples of Imperial Roman architecture at its apogee.
* Jbail (Byblos): ancient Crossroads of the Mediterranean. The ruins of many successive civilizations are found at Byblos, one of the oldest Phoenician cities. Inhabited since Neolithic times, it has been closely linked to the legends and history of the Mediterranean region for thousands of years. Byblos is also directly associated with the history and diffusion of the Phoenician alphabet. Alle rovine si accede, a sud della città vecchia, attraverso i resti del Castello dei Crociati, che domina i bastioni medievali della città. Ci sono resti di capanne risalenti al V millennio a.C., il tempio di Baalat Gebal del 2800 a.C., un tempio a forma di L del 2700 a.C., due tombe reali e un tempio dell'inizio del II millennio a.C., e un anfiteatro di epoca romana.
* Qadisha Valley & Cedars Forest: a Natural & Spiritual Sanctuary. The Qadisha valley is one of the most important early Christian monastic settlements in the world. Its monasteries, many of which are of a great age, stand in dramatic positions in a rugged landscape. Nearby are the remains of the great forest of cedars of Lebanon, highly prized in antiquity for the construction of great religious buildings.
* Sour (Tyre): ancient Queen of the Seas. According to legend, purple dye was invented in Tyre. This great Phoenician city ruled the seas and founded prosperous colonies such as Cadiz and Carthage, but its historical role declined at the end of the Crusades. There are important archaeological remains, mainly from Roman times. Go scuba-diving and snorkelling in the waters near the ancient city of Tyre. Divers can explore some interesting underwater archaelogical ruins. Discover the archaeological sites of Tyre. Area one contains ruins of the large district of civic buildings, public baths and mosaic streets, whilst area two has an extensive network of Romano-Byzantine roads. Area three contains one of the largest Roman hippodromes ever found. Often referred to in the Bible’s New Testament, Tyre was founded at the start of the third millennium BC. The city experienced a golden age during the first millennium BC under Hiram, King of Tyre, but later suffered at the hands of its jealous enemies, including the King of Babylon in the sixth century BC, and Alexander the Great in 332 BC. Tyre eventually fell under Roman rule in 64 BC and during Roman Occupation, an acqueduct, triumphal arch and hippodrome were built. The impressive 480 metre (131ft) hippodrome, which once seated up to 20,000 spectators, is one of the main attractions. Tyre was declared a UNESCO World Heritage Site in 1979 and is one of the finest examples of architecture from the ancient world.

Mangiare:

Ramadan 2010: dall’11 agosto al 10 settembre

Piatti tradizionali:

* “Mezzes”: lebanese hors d'Ouvres, or mezzes, are the savory beginning to a traditional meal and typically include hummus (puréed garbanzo bean dip), baba ghanoush (purée of eggplant), tabbouleh (parsley and cracked wheat salad), stuffed grape leaves, fatayer (triangular pastries stuffed with meat or spinach), and lebneh (yogurt dip with garlic). Hot pita bread, small bowls of olive oil, and fresh herbs accompany these dips and salads.
* “Baba Khanouj”: purea di melanzane servita come antipasto assieme a carote o sedano.
* Main Dishes: main dishes follow and could include any or all of the following: kibbeh (minced lamb, bulgur wheat, onions, pine nuts prepared in different ways), half of a chicken with rice, grilled chicken or lamb on skewers, or fish served with tahini sauce.
* “Fatayer”: pasticcini triangolari ripieni di agnello o spinaci e pinoli.
* “Soujuk”: deliziose salsicce estremamente piccanti.
* “Kharouf mihshi”: agnello ripieno di riso, carne e noci.
* “Sayadieh”: piatto di pesce aromatizzato assieme a riso e salsa a base di cipolla.
* Desserts: Platters of fresh fruit and bowls of roasted pistachios or almonds cleanse the palate. Desserts are traditionally sweetened with honey, jam, dried fruits, or molasses, such as baklava (a phyllo dough pastry layered with honey or molasses and crushed pistachios) and maamoul (crunchy biscuits stuffed with nuts or dates).

Fare:

Batroun: Batroun International Festival, 6 agosto: Open Air Party (www.batrounfestival.org)

Deir El Qamar: Festival, 6 agosto: Circo Contemporaneo Barbette; 7 agosto Beirut Rocks on the Moon (www.deirelqamarfestival.org)

Beit Al Dine: Beiteddine Festival, 6 agosto: Ustad Mohamad, Reza Shajarian & the Shanhaz Ensemble (the Persian Master is an internationally and critically acclaimed Persian traditional singer, composer and Ustad of Persian music. He is considered “Iran’s greater living master” (www.beiteddine.org)

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Siria Siria

Internet: link turistici della Siria.

Documenti: è necessario richiedere il visto in Italia (ossia non si fanno in frontiera). Per richiedere il visto occorre avere: passaporto con validità di almeno 6 mesi, nessun visto o timbro israeliano, due fotografie formato tessera, due moduli compilati (qui potete scaricare il modulo in italiano). Prima di entrare nel paese, in aeroporto, o al confine, è necessario compilare una carta d’ingresso (di solito di colore verde o azzurro), da conservare per tutta la durata del viaggio e consegnare in uscita dal paese. Il permesso di soggiorno è valido 15 giorni dall’ingresso in Siria, ma può essere rinnovato fino a 6 mesi. Questo significa che, dopo il quindicesimo giorno ed entro un mese dall’arrivo, ci si deve recare all’ufficio immigrazioni e passaporti. Ve ne sono due a Damasco, uno è situato al Baramke, la stazione degli autobus (vicino a Jisr al-Raiis), l’altro dietro la piazza del Merjeh (vicino Thawra St.). L'ufficio del Merjeh rinnova i permessi di soggiorno per un massimo di un mese, mentre quello del Baramke per due mesi. I documenti necessari per il rinnovo del permesso di soggiorno sono: passaporto con visto e timbro di ingresso, alcune fototessere ed il contratto d'affitto registrato al Comune, oppure una dichiarazione d’ospitalità del padrone di casa (che deve recarsi di persona alla polizia). Le procedure sono rapidissime: si compra un modulo dal gabbiotto che si trova all’ingresso all'ufficio del Merjeh, oppure dalla copisteria al lato della struttura del Baramke, ed un francobollo dai vari venditori che si appostano fuori dall’edificio. Si compila il tutto e si porta al primo piano del Merjeh (secondo del Baramke), dove un poliziotto registrerà i dati sul computer. A quel punto si viene indirizzati da una serie di ufficiali ed infine dal Generale al terzo piano per le varie firme. Di solito le autorità locali sono gentilissime e aiutano gli stranieri a districarsi fra le varie procedure burocratiche. Il permesso può essere rinnovato 3 volte, per un totale di 6 mesi di permanenza. Se vi recate in Giordania o in Libano, ricordatevi di portare la carta d’ingresso (da consegnare alla frontiera). Al rientro in Siria, ne compilerete una nuova e, dopo 15 giorni, dovrete recarvi nuovamente all’ufficio immigrazione per il rinnovo.

Fuso orario: +1 ora rispetto all’Italia.

Moneta: Lira Siriana (SYP). 1 € = 58,897 SYP; 1 SYP = 0,017 € (cambio al 03/07/2010)

Prefisso per l’Italia: 0039. Prefisso dall’Italia: 00963. Codici locali: Damascus 011, Nabk 012, Deir Ateya 012, Zabadani 013, Bloudan 013, Al-Qunaytra 014, Dar'a 015, Sweida 016, Aleppo 021, Raqqa 022, Jisr Shogour 023, Idleb 023, Homs 031, Palmyra 031, Hama 033, Latakia 041, Kurdahah 041, Jableh 041, Slenfeh 041, Kasab 041, Tartus 043, Banyas 043, Safita 043, Draykish 043, Mashta Helu 043, Deir-ez-zor 051, Hasakeh 052, Raselein 052, Malkieh 052, Kamishli 053.

Numeri utili: Principali ospedali di Damasco: Ospedali pubblici: Ospedale ALAssad universitario : tel. 21 26 590, Ospedale Al Muassat tel. 21 33 000, Ospedale di Damasco (AlMujahed): tel. 22 16 000, Cliniche private: Ospedale Chami (il più moderno): tel. 371 89 70/71, Ospedale francese (senza legami con la Francia): tel. 444 04 60/61, Ospedale italiano: tel. 332 60 30/31; Aleppo: Ospedali pubblici: Ospedale universitario: tel. 22 37 120, Ospedale AL razi: tel. 26 76 000, Cliniche private: Ospedale Nazionale: tel. 23 51 92; Latakia: Ospedale ALAssad universitario: tel. 47 87 82, Ospedale Nazionale: tel. 46 96 94; Tartus: Ospedale Martire Bashar Al Assad: tel. 31 79 00; Homs: Ospedale nazionale: tel. 46 41 00; Palmira: Ospedale Martire Bashar Al Assad: tel. 91 05 11; Hama: Ospedale nazionale: tel. 51 08 62; al-Hasaka: Ospedale nazionale: tel. 31 34 83; Deir ez-Zor: Ospedale Al Assad: tel. 31 14 08; Raqqa: Ospedale nazionale: tel. 21 19 97; Dar’a: Ospedale nazionale: tel. 22 61 54.

Uffici pubblici e posta: aperti tutti i giorni feriali dalle 7:30 alle 14. Chiudono alle 11 il venerdì e sono chiusi tutti il giorni il sabato.

Banche: aperte dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14.

Ambasciata d’Italia a Damasco: Ata Al Ayubi Street, tel. 00963.11.3338338/3332621/3332537, Email: ambasciata.damasco@esteri.it.

Consolato Onorario ad Aleppo: Rue Zouher Ibn Abi Selma, B.P. 113 Quartier Jamylieh, Tel: 0096321.2214601.

Consolato Onorario a Lattakia: 8 March Street, Chamber of Commerce Building B.P. 219, Tel. 0096341.450561, 450562.

Distanze stradali in Siria

Consigli di visita:

Aleppo:

* Presentazione: Aleppo vies with Syria’s capital Damascus for the record of the world’s oldest continuously inhabited city. The city’s name was first mentioned in texts as far back as the third millennium BC and has had a long and extremely rich history under Hittite, Egyptian, Mitannian, Assyrian, Hellenic, Roman and Ottoman rule. The legacies that these empires left behind have provided Aleppo with numerous attractions, most famously the 12th-century which served first as a Greek acropolis and later as an Islamic fortress. Another draw for visitors is the 12 kilometres (8 miles) of covered bazaars, or souks, where visitors and locals come to haggle for goods; it is also possible to see craftsmen at work. The Great Mosque, or Ommayad Mosque, was built in AD 715 and is one of the best examples of Islamic architecture in Syria. Other attractions in Aleppo include the Ottoman caravanserais, or inns, where travelling merchants and pilgrims used to stay, the Archaeological Museum and the many 17th-century merchants’ houses, a reminder of the city’s importance, both past and present, as a commercial centre.
* Tempio del Dio Hadad: sotto la cittadella di Aleppo è riemerso il leggendario tempio del dio Hadad, grandioso nel XVII secolo a.C. e una delle più appliaudite scoperte del decennio. Intatte, sono riemerse grazie a una missione tedesca mastodontiche strutture, dello spessore di dici metri, assieme a spettacolari rilievi raffiguranti il dio della tempesta e Istar - Astarte, dea della guerra e dell’amore. Per le visite, bisogna scendere lungo una scala di ferro, previa autorizzazione dei custodi o della direzione della Cittadella. Il permesso in genere si ottiene chiedendolo il giorno prima. (VdR 2005)
* Cittadella: (orario estivo: mer-lun 9-18, ingresso: 2,5 €): sala del trono superbamente restaurata. (Pmo 2009).
* Suq: (orario: sab-gio dall’alba alle 18, i negozi musulmani sono chiusi il venerdì, quelli cristiani la domenica): sono la parte più interessante della città, tutt’oggi fulcro della vita cittadina. Il suq principale è il Suq-al-Attarine, animatissimo ad ogni ora del giorno. Il mercato più famoso per le stoffe è il Suq-al-Jukh, dove si trovano tessuti di ogni genere, trama e colore. A nord si trova il Suq-al-Hibal specializzato in cordame e passamanerie, mentre il Suq-al-Tabush è dedicato a bottoni, nastri e articoli di merceria. Per chi fosse interessato ad acquistare le jalabiyya, le tradizionali tuniche di cotone siriane o il keffiyeh, il tipico copricapo bianco e nero oppure totalmente rosso indossato dagli arabi tradizionalisti, l’indirizzo da non perdere è il Suq-al-Zarb. L’articolo più interessante del suq di Aleppo è sicuramente il sapone all’olio di oliva (90% olio di oliva e 10% olio di bacche di alloro). La qualità più pregiata e costosa è quella stagionata per otto anni riconoscibile dal bordo marrone che si evidenzia quando si taglia a metà il sapone. I saponi migliori si vendono nel Suq-al-Attarine, nei negozi di Adel e Malek Kaymouz. (Pmo 2009)
* Rehabilitation of the Old City of Aleppo: (orario: mer-lun 9-16, ingresso libero): mostra permanente nella splendida cornice cinquecentesca della Scuola Shibani che illustra le opere in atto per rendere più vivibile la città. (Pmo 2009)
* Museo Archeologico Nazionale: (orario: mer-lun 9-17:30, ingresso: 1,25 €): collezione di manufatti provenienti da Mari, Ebla, Ugarit. (Pmo 2009) Custodisce le testimonianze della storia di Aleppo e del nord della Siria dagli albori della civiltà all’epoca Ottomana. Tra le sale più interessanti del pianterreno, quella dedicata a Mari con reperti in bronzo del 1700 a.C., quella dedicata a Ugarit con tavolette scritte in quello che si crede sia il primo alfabeto della storia. Al primo piano sono esposti reperti provenienti dalla Valle dell’Eufrate, da Palmira e oggetti d’arte islamica: monete d’argento, un curioso astrolabio e un modello della città di Aleppo nel Medioevo. (Mer 2000)
* Hamman Yalbougha al Nasery: bel bagno turco aperto alle donne (SW 2000). Accoglie i visitatori all’ingresso della cittadella. Uno dei più antichi al mondo. Rinnovato e restaurato da una missione di architetti antiquari, non è cambiato affatto dai tempi in cui, nel 1300, fu eretto per compiacere al governatore mamelucco della città, l’emiro Al Nasseri. (VdR 2005)

Città morte (Aleppo):

* Sono la principale attrazione dei dintorni di Aleppo. Si tratta di un gruppo di antiche città abbandonate concentrate fra le colline che si elevano fra la statale verso Aleppo e il fiume Oronte. (Pmo 2009)
* Qalah Siman (San Simeone): città morta a 45 km da Aleppo che ospita la famosa e splendida basilica omonima. (Pmo 2009)
* Serjilla è interessante. (Pmo 2009) Forse è la più bella, pochi chilometri a nord di Apamea, disposta su una vallata che l’ha raccolta e conservata. La città c’è ancora tutta, le tombe scoperte del cimitero quando ci si affaccia sulla valle, poi al centro l’albergo con l’atrio a pilastrini, le terme, alcuni edifici pubblici. (VdR 2000)
* Al-Bara: è la più grande, si trova subito dopo Serjilla. Le rovine spiccano dalla folta vegetazione e tra piante di albicocco e ulivo. Fra tutte, quelle più affascinanti sono le tombe a piramide che si elevano a 200 metri l’una dall’altra. (Pmo 2009)

Dayr Az Zawr (Deir ez-Zor): se il suk di Aleppo vi è piaciuto, questo vi entusiasmerà. Autenticità unica. (SW 2000) Questa cittadina ospita, sorprendentemente, uno dei musei più interessanti e meglio allestiti della Siria. Vi sono custoditi numerosi reperti provenienti dagli scavi della zona, soprattutto da Mari e da Dura Europos e ci sono vari plastici con ricostruzioni dei siti archeologici, molto utili a chi poi andrà a visitarli, arricchiti da tavole esplicative, anche in inglese. (Mer 2000)

Eufrate: costeggiando l’Eufrate si vive la vera atmosfera del mondo arabo, talmente autentica che faticheremo non poco a ritrovarla nel corso del viaggio. (SW 2000)

Ebla: (Tell Mardikh, orario 8-18, ingresso: 2,55 €): imboccando la superstrada Aleppo - Damasco, è la prima città che si incontra lungo la via. Esercita un forte fascino sugli appassionati di storia e archeologia. Sono state rinvenute le famose tavolette ritenute fra le più antiche della storia. Il sito si trova su un’altura, circa un km dopo il villaggio di Tell Mardikh che ospita l’omonimo museo. (Pmo 2009)

Apamea: a un paio d’ore di strada si incontra Apamea, importante centro commerciale sulle rotte carovaniere verso l’Estremo Oriente, dov’è conservata una delle vie colonnate più imponenti e meglio conservate al mondo. La città risale al II a.C. e le rovine più maestose consistono proprio nel suo cardo, lungo circa 2 km che si percorrono a piedi immersi in un panorama mozzafiato. (Pmo 2009)

Crac dei Cavalieri: a circa un’ora e mezzo dall’antica città di Apamea, è un grande maniero fatto erigere dai Crociati per controllare il transito delle merci e delle truppe. (Pmo 2009)

Hama: caratterizzata dalle norie, grandi ruote che raggiungono anche i 20 metri di diametro, in uso fino al XIV secolo per raccogliere l’acqua dall’Oronte e distribuirla attraverso l’acquedotto nei campi e nelle case, Hama è una delle città siriane più affascinanti, con un centro storico delizioso. (Pmo 2009)

Rasafa (Sergiopolis): rovine lungo la strada per Palmira (Pmo 2009). La splendida città fortificata di Rasafa, completamente isolata, sorge a 160 km da Palmira e avvicinandovi la vedrete spuntare progressivamente dal deserto.

Palmira (Tadmor): è il sito più noto del Paese e la sua fama è ampiamente meritata. Soprattutto se si ammirano le sue rovine all’alba quando il sole crea suggestivi giochi di luce. Il monumento più importante è il tempio (orario: 8-18, ingresso: 2,55 €) noto anche come Santuario di Bel, principale dio del pantheon di Palmira. Ci sono anche il Grande Colonnato, il Tempio di Nabo, i Bagni di Diocleziano, il Teatro, l’Agorà, il Tetrapilo e le Torri Funerarie. (Pmo 2009) The ancient city of Palmyra rises out of the Syrian desert 210km (130 miles) northeast of Damascus. It was originally known as Tadmor, meaning ‘city of dates’ and its existence was recorded on stone tablets dating from the 19th century BC. In the third century BC, the city became one of the main trade routes linking east and west, and began to prosper. In the first century AD, Tadmor came under Roman rule and was renamed Palmyra, meaning ‘city of palm trees’. After a succession of rulers, Palmyra was captured by the Muslim leader Khalid ibn al-Walid in AD 634, and its status as a great trading city and cultural centre declined. Today visitors can explore the ruins, which include the Temple of Bel and the Valley of the Tombs, where several generations of families were buried over two centuries in layer upon layer of tombs. In the first week of May, the Palmyra Festival is held, featuring camel races, folk dancing, music, traditional costume and handicrafts.

Bosra: vicino al confine giordano, antica città nota per la maestosità degli edifici religiosi e dei monumenti, costruiti con una particolare pietra nera, ma soprattutto ospita il famosissimo Teatro Romano (orario: 9-19, ingresso: 2,55 €) perfettamente conservato perchè situato all’interno di una fortezza dei secoli X e XII. (Pmo 2009). Luogo imperdibile e la cosa sorprendente è che per una cifra di circa 8.000 Lire ci si può dormire. (SW 2000)

Qanawat: è un villaggio immerso in un incantevole scenario di querce secolari e dominato dai resti della cosiddetta Seraya, un articolato edificio di origine romana, poi adattato a luogo di culto dai cristiani tra il IV e il V secolo. A poca distanza sorge il Tempio di Giove e, in cima alla collina, il Tempio dedicato a Helios, dio del sole, da cui si gode uno splendido panorama dell’altopiano dell’Hauran fino al biblico Monte Hermon. Tornando nella parte bassa del sito, si attraversa il Wadi al-Ghar fino ai resti del ninfeo. Mentre, a 3 km da Qanawat, vale la pena visitare il Tempio nabateo di Sia (I secolo a.C). (Mer 2000)

Doura Europos: è il sito più importante lungo le rive dell’Eufrate. I reperti più importanti sono stati portati al Museo nazionale di Damasco, ma resta tutto il fascino del luogo, sulla riva dell’Eufrate. Si passeggia, in un’atmosfera irreale, lungo il decumano tra i resti dell’agorà, dei templi di Artemide, di Atargatis e di Gaddè mentre, a nord, verso le mura, sono visibili i resti del Palazzo di Dux Ripae, del Tempio di Baal e di quello dedicato a Mitra. (Mer 2000)

Halabiyeh Zenobia): la città-fortezza a pianta triangolare fondata dalla regina Zenobia 60 km circa a nord di Deir ez-Zor, nel punto in cui l’Eufrate si restringe in una gola larga circa 500 metri, è uno dei siti più monumentali della Valle dell’Eufrate. (Arc 2001)

Damasco:

* i primi insediamenti risalgono al 5000 a.C., oggi sfoggia un fascino che deriva essenzialmente dai misteriosi bazar orientali e dalla bellezza di splendidi monumenti di arte islamica, non sempre conservati in buono stato. (Pmo 2009)
* Martyrs’ Square (Al-Merjeh): il cuore della città è intorno alla quale si concentrano alberghi e ristoranti. (Pmo 2009)
* Città Vecchia: è il cuore pulsante della città, racchiusa da mura romane. Si tratta di un vero scrigno delle meraviglie: nascoste agli occhi dei passanti si trovano centinaia di case costruite intorno a cortili interni, ciascuna caratterizzata da elementi e decorazioni molto particolari. (Pmo 2009)
* Beit al-Aqqad: (orario: dom-gio 9-13, ingresso libero), a pochi passi da Khn Suleiman Pasha è aperta alle visite la Beit al-Aqqad, un tempo residenza di una ricca famiglia di mercanti di tessuti e oggi sede dell’Istituto Danese. (Pmo 2009)
* Beit as-Sibai: (orario: dom-gio 8-14, ingresso libero), percorrendo la Svaria Hassan Kharet, invece, si incontra la Beit as-Sibai, edificata tra il 1769 e il 1774 e splendidamente conservata. (Pmo 2009)
* Suq: il principale mercato coperto è il Suq al-Hamadiyyeh. (Pmo 2009) Varcato l’arco di ingresso s’incontra il Suq al-Hamidiyya. Qui ci sono alcuni negozi di tradizione, come Tony Stephan, al n. 156 e, quasi di fronte, Al Samman. Entrambi, come pure George Dabdoub (nella piazzetta davanti a palazzo Azem), propongono artigianato damasceno di livello: dalle tovaglie di cotone con ricami in seta (dalle 40.000 lire in su) a quelle in broccato, dalle sete di Damasco ai gioielli in oro e argento, fino agli oggetti rame e in legno intagliato. Per acquisti alimentari (caffè al cardamomo, dolci, spezie, tisane, marmellate e frutta secca, bisogna andare nel Suq al-Buzuriye. (Mer 2000)
* Moschea Omayyad: (orario: dall’alba fino alla preghiera del tramonto, ingresso: 0,85 €), sorge di fronte all’uscita del mercato. (Pmo 2009) Questo magnifico monumento, la cui storia risale a tremila anni fa, è uno dei gioielli dell’architettura islamica. Cotruito come tempio al dio degli aramei, successivamente fu dedicato a Giove e a San Giovanni Battista, fino al 706, quando il sesto califfo Omayyade decise di edificare la più grande moschea mai esistita. L’interno è una profusione di mosaici e marmi, ma in gran parte è stato ricostruito nell’800 perchè devastato da un violento incendio. (VdR 1999)
* Mausoleo di Saladino: a fianco della Moschea Omayyad, si può visitare con lo stesso biglietto. Costruito nel 1193, fu restaurato nel 1898. In legno di noce e riccamente decorato, il sepolcro contiene ancora il corpo di Saladino, l’abile condottiero creatore di uno stato islamico che si estendeva dall’Africa settentrionale al Tigri. (VdR 1999)
* Palazzo Azem: (orario: mer-lun 9-17:30, ingresso: 2,55 €), a sud della moschea si trova il Palazzo Azem, magnifico complesso di edifici, cortili e giardini realizzati tra il 1749 e il 1752 come residenza privata del Governatore di Damasco. (Pmo 2009) Si trova a sud della Moschea Omayyad. Residenza di Asad Pasha el Azem, illustre governatore ai tempi della dominazione ottomana, fu costruito nel 1749 in arenaria e basalto e arricchito con elaborate decorazioni. É uno dei palazzi più belli aperti al pubblico. (VdR 1999) Le decorazioni in legno e madreperla delle sale che si aprono intorno ad ampi cortili profumati di gelsomini sono bellissime, come gli intarsi in marmi policromi delle pareti esterne. Nelle sale sono custoditi mobili, tappeti, miniature e oggetti preziosi. (Mer 2000)
* Palazzo Nizam: dimora storica restaurata e adibita a biblioteca (bella!) (VdR 2005)
* Via Recta: era la strada principale della Damasco romana, di cui si trova traccia anche negli Atti degli Apostoli. Scorre su un tracciato esistente già in epoca greca ed è lunga 1,35 chilometri. Percorrendola si trovano i resti di un arco romano, ai limiti del quartiere cristiano. Vicino alla porta orientale, si giunge alla cappella di Sant’Anania, uno dei primi discepoli di Cristo, quello a cui è stato ordinato di cercare Paolo. Oltre alla cappella c’è una parte della casa di Anania. Più avanti si trova la Bayt Nassan, un lussuoso palazzo, abitazione di un’antica famiglia nobile. Infine, la Cappella di San Paolo indica il luogo dove l’apostolo scappò dagli ebrei nascosto in una cesta. (VdR 1999)
* Quartiere Cristiano: di gran fascino anche il Quartiere Cristiano, a est della Città Vecchia. (Pmo 2009) Tra le botteghe interessanti segnaliamo Hamdalla, punto vendita di una rinomata sartoria che realizza abiti tradizionali femminili beduini e palestinesi. (Mer 2000)
* Museo Nazionale: (orario: mer-lun 9-18, ingresso: 2,55 €), a sud del Barada si trova il Museo Nazionale, al cui interno si trova una magnifica esposizione permanente di oggetti vari. (Pmo 2009) Diviso in due ali, raccoglie le collezioni d’arte pre-classica e islamica da una parte e, dall’altra, quelle di età classica e bizantina. Oltre alle sale, da vedere ci sono anche: l’antica Sinagoga di Doura Europos, ricostruita in un angolo del museo e l’Hypogeum di Yarhai, una tomba sotterranea trovata nella Valle delle Tombe di Palmira. (VdR 1999)
* The best of Damascus: my tip is to enter the Old City via the Souk Al-Hamadiye entrance - this gives you a view of the medieval citadel added by the Seljuks in the 11th and 12th centuries, and is by far the grandest entrance into the old city. Inside, winding paths lead you into a tangle of back lanes, but the cobbled Straight Street – an aptly named Roman road that cuts through the middle – is always just a few streets away so it’s easy not to get lost. The Great Umayyad Mosque, “the first monumental work of architecture in Islamic history”, is the star of the Old City. You have to dress modestly to enter - no surprise there - they even hire out special beige modesty robes in the form of ankle-length hooded cloaks. The mosque is right in the centre, but the walls are thick and the sounds of the souk drop away the moment you step inside. The entrance leads to a vast courtyard, with columns and arches and green and gold mosaics from the Umayyads on the walls. The mosque was originally built as a cathedral and features Byzantine architecture, as well as the tomb of John the Baptist - a saint to Christians and a prophet to Muslims. Stepping through the Souk Al-Hamadiye entrance into the covered market provides instant relief from the heat. The arched roof is unusually tall, and dotted with holes that let in shafts of light. There are several good no-frills cafes near the entrance offering thick Turkish-style coffee and ice cream parlours such as Bakdash, which has been making "bouza arabiyah" ice-cream since 1890. As Syria’s oldest ice-cream parlour, it is always overflowing, as visitors and tourists stop by for the house special - rosewater and almond flavored ice-cream, topped with fresh pistachio nuts. The souk is full of staples such as colourful textiles, silk rugs, spices, perfumes, Syrian sweets (which are similar to Lebanese and Turkish ones) and soaps from Aleppo. My favourite place in the souk is the Khan As’ad Pasha. It’s one of 18 surviving khans – or warehouses - built in the mid 18th century, and this one is particularly attractive with black and white stonework and elegant domes and arches built around a central courtyard. A great way to unwind after a hot, dusty day in the souk is a visit to a hammam - one of the highlights of any trip to Damascus. Avoid the over-priced hotel hammams and head for the local bath houses, which are better value and come with a side order of intense cultural immersion. For less than £10 an attendant will scrub you cleaner than you’ve ever been and massage you with oil. The hammam is an important ritual for almost every Syrian Muslim – as a woman it’s also a rare chance get a peek at life beyond the veil. In the Old City, the main men’s hammam is a beautiful, grand establishment in the souk, while the main women's hammam is in a side street off Bab Touma. Eating in Damascus needn’t be a pricey affair - at Leila’s Restaurant or Beit Jabri (in one of the oldest houses in Damascus near the Great Umayyad mosque) you can feast on grilled meats, falafel, tabbouleh, hummus and pitta bread for less than £10 per head. Being a Muslim country, not all establishments serve alcohol but you can always go local and wind down over apple, rose petal or butterscotch-scented water pipe at cafes such as An-Nafura Coffee House near the Great Umayyad Mosque.
* Hamman Nour al-Deen: antico bagno affacciato sull’arteria principale del suq Al Hamidiyeh, è in funzione dai tempi di Saladino e dei Crociati. Da qualche anno tuttavia è riservato ai maschi. (VdR 2005)

Spiagge:

* Shaati al-Azraq: la Spiaggia Azzurra, per molti la più bella della Siria. Six kilometres north of town, Shaati al-Azraq is Syria's premier coastal resort. While there are a few small stretches of sand in the area, access to the best stretches of beach is controlled by the Le Meridien and Cham hotels; each charges a fee per person for nonguests to use the beach and hotel swimming pool.
* Ras al Basit: è la più bella spiaggia della Siria.

Eventi: Luglio: festival del cotone ad Aleppo: sfilata di carri fioriti; Agosto: a Latakia, festival dell’amore, in cui si esibiscono i più grandi cantanti del mondo arabo.

Mangiare:

Ramadan 2010: dall’11 agosto al 10 settembre.

Krak dei Cavalieri: La Table Ronde. La specialità di questo locale è l’ottimo pollo ruspante alla griglia, accompagnato da melanzane fritte, riso, insalata di pomodori e salsa allo yogurt. (Mer 2000)

Palmira: Caracalla Hotel, di fronte all’ippodromo. Bisogna prenotare al mattino per cenare in questo piccolo albergo a conduzione familiare. Sarà la padrona di casa ad andare al mercato a comprare gli ingredienti per cucinarvi un pasto tradizionale beduino. Tra le specialità, il mansaf e i tartufi del deserto, una prelibatezza. E, per finire, sono da assaggiare i datteri dell’oasi di Palmira. (Mer 2000)

Aleppo:

* Kan Zaman: nel quartiere armeno. Bello e caratteristico, hanno anche il vino (sia siriano che di importazione). (SW 2000)
* Bazar Al Charq: arredato come un bazar, serve un’ottima cucina siriana e offre una discreta musica dal vivo. (VdR 2005)

Damasco:

* Naranj: Straight Street, assolutamente fantastico, vario and molto economico, ha un menu molto vario e variazioni locali/regionali di piatti tipici.
* Leila’s, Souq al-Abbabiyya, Central Old City: bella terrazza con vista sul Minareto di Gesù.
* Jabri House 1737: ospitato in una casa antica, è frequentato soprattutto dagli abitanti di Damasco. Nel quartiere cristiano, domandare indirizzo vicino alla Moschea Ommayad. (VdR 2007)
* Al-Khawali: all’interno di una casa damascena restaurata. Tradizionale cucina araba con alcune specialità siriane. (VdR 2005)
* Al-Ezz: nella Città Vecchia, sotto al Minareto di Gesù. Ristorante caratteristico con musica e dervisci dal vivo. (VdR 1999)
* Arabesque: eccellente qualità della carne. Nel quartiere cristiano. (VdR 2007)
* Elyssar: sala con fontana e sala con stucchi in rococò arabo è considerato tra i migliori ristoranti di Damasco. Nel quartiere cristiano. (VdR 2007)
* Damascus Workers Club, Ain al-Kirsh, dietro al cinema Alsofara: Un’insospettata oasi di pace a pochi passi dalla centrale Piazza dei Martiri. Questo ristorante, in origine un luogo di ritrovo per i lavoratori, è ospitato in un cortile alberato e offre una limitata scelta di piatti tipici preparati con cura. É anche un buon posto per bere una birra o un arak al fresco, fino a tarda ora. (Mer 2000)
* Abu Al-Azz: nei dintorni della Moschea. Tra i tanti ristoranti economici in uno dei vicoli del mercato coperti, è l’unico dove vale la pena di fermarsi per mangiare. Il locale è piacevole e hanno una offerta di piatti notevole. (VdR 1999)
* Ghraoui: impareggiato confiseur d’Oriente, accanto a piazza Yusuf al Azmeh. Le sue rose dorate di Damasco deliziavano già nell’Ottocento le corti europee, il marzapane, regale golosità dei Califfi, mosse da qui verso l’Europa. Così pure la frutta candita, la cui radice etimologica è nel verbo arabo kandu. (VdR 2005)
* Oxygen: ambiente molto giovane e trendy con musica dal vivo. Nel quartiere cristiano. (VdR 2007)
* Caffè Rawda: alle spalle del Parlamento, uno dei 300 antichi caffè che animano la concitata vita intellettuale della capitale: si gioca a tric-trac, il backgammon siriano, si beve birra o tè, si fuma l’argilè alimentato dal tabacco di Lattaquiè, fra i più pregiati sui mercati di Londra, qui raccolto lungo la costa. (VdR 2005)
* Galleria d’arte Atassi: dal nome di una delle famiglie più prestigiose della città, nel quartiere residenziale Rawda, il Giardino. Lì si riunisce un’altra parte dell’élite damascena e si scopriranno opere di artisti celebrati a Berlino e a Parigi. (VdR 2005)
* Bakdash: aperto fino all’una di notte, da due secoli serve inalterato il bouza arabiyeh (gelato arabo) più propriamente detto ema’a cham, la neve ghiacciata profumata d’acqua di rose, d’aranci, misqeh (una varietà d’incenso) e pistacchi. (VdR 2005)

Piatti tradizionali:

* Mezzeh: pasto che consiste di una serie di antipasti di ogni genere, seguiti da altri piatti principali;
* Hummus: pasta di ceci da mangiare con il pane;
* Baba ghanouj: purè a base di melanzane e tahini;
* Daqqeh: salsa piccante;
* Kibbeh: sorta di polpettine di agnello, pinoli e grano saraceno;
* Shinklish: saporitissimo formaggio di capra, timo, pezzetti di pomodoro, praprika e olio d’oliva;
* Mashi: peperoni ripieni di carne;
* Yalenieh: involtini di foglie di vite ripieni di riso e pinoli;
* Labneh: yogurt di capra denso e condito con menta e aglio;
* Mar - ya: foglia ripiena con carne e tagliata a quadretti;
* Piatti principali: sono di pollo, stufati di carne e verdura e kebab. Il pollo viene arrostito allo spiedo e si mangia con pane, cipolle crude, peperoncino e olive nere;
* Mensaf: specialità beduina a base di carne d’agnello servita con riso e pinoli, con sopra la testa dell’agnello aperta (!).
* Frittelle: vuote o farcite con formaggio, immerse nello sciroppo di zucchero (halawat) o nell’acqua di rose (zalabiyya);
* Mahalabiyya: budini di latte con pezzetti di pistacchi sulla superficie;
* K’nafa: strato inferiore fatto di una sorta di mozzarella di capra e uno superiore di semolino e pistacchi, il tutto ricoperto di miele e servito caldo.;

Dormire:

Damasco:

* Afamia Hotel, Sharia Omar ben Abi Rabia. Recentemente ristrutturato, ora può considerarsi uno dei migliori alberghi di Damasco. Camere Classic, ma con 5 € in più ci sono le Executive, ristrutturate. Tutti i comfort, doppia da 35 €. (Pmo 2009)
* Al Majed Hotel, 29 Ayar Street, dietro al cinema Alsofara. Se volete farvi un’idea di quello che è il gusto arabo, prenotate una camera qui. É senza dubbio un posto divertente, pulitissimo, con personale simpatico e disponibile. In più offre un ristorante all’ultimo piano che non è affatto male e un’ottima posizione, in una via tranquilla, ma centralissima. Per la doppia di spendono 33 dollari. (Mer 2000)
* Venezia Hotel, Bahsa Street. Nel cuore pulsante di Damasco e a un quarto d’ora a piedi dal suq e dalla città vecchia, questo albergo rappresenta una buona scelta per chi, pur senza rinunciare alle comodità occidentali, non vuole spendere un capitale. Il prezzo di una doppia è sui 35 dollari . (Mer 2000)
* Al Zaetona Hotel, dietro Bab Toma e Bab Touma Square, vicino il Ristorante Haretna, telefono 00963 11 5414042.

Aleppo:

* Hotel Al-Faisal, Sharia Harmouk. Discreto, con stanze da poco restaurate, personale cortese e sala colazione con una bella vista. Doppie da 35 €. (Pmo 2009)
* Baron Hotel, Sharia Al Baron, 8. Storico hotel di Aleppo, quasi una leggenda. Qui hanno dormito grandi scrittori e artisti, ma offre servizi spartani che non giustificano la sua fama. Doppia da 45 €. (Pmo 2009)

Comprare:

Contrattazione: da ricordare l’importanza della contrattazione negli acquisti, che deve portare a una diminuzione del prezzo iniziale di circa il 40%. (VdR 1999)

Manifattura orientale: tra tutti i Paesi arabi, la Siria è quello che offre di più a chi vuole comprare articoli di manifattura orientale. La produzione più prestigiosa del Paese è quella dei tessuti: damaschi e broccato, in cotone di buona qualità e seta. Belli gli abiti di stile beduino che si possono trovare nei migliori negozi dei suk. I suk di Damasco e Aleppo sono in assoluto i migliori tra tutti. L’offerta di tappeti qui è vasta. L’argento è il materiale più usato per la confezione di gioielli e quelli beduini sono splendidi. L’ambra si trova sovente nelle collane e braccialetti, ma purtroppo altrettanto spesso si tratta di banale plastica. Altri oggetti che incontrano il gusto occidentale sono le scatole di legno intarsiato, alle quali vanno controllate le rifiniture, spesso trascurate. Tantissime le bancarelle con articoli in cuoio: non costano molto, ma non sono neanche di ottima qualità. Altri souvenir tradizionalmente prodotti in Siria sono le teiere e le caffettiere arabe e i bruciatori per l’incenso in rame e ottone; le spade, il sapone fatto con l’olio di oliva e di lauro, gli strumenti musicali come igli oud (liuti arabi) o i darbukka, i tamburi del Medio Oriente. (VdR 2000)

Aleppo:

* Suq è molto ordinato e meno turistico di quello di Damasco, infatti è frequentato soprattutto da gente del posto (scarsi i souvenir). Propone bei prodotti tessili, narghilè e scacchiere. La zona del Suq az-Zarb offre dei colorati vestiti locali: tuniche in cotone sottile per uomini e donne. Le gioiellerie si trovano in Saahat al-Hatab. (VdR 2005)

Damasco:

* Suq al-Bzouriyya (Bazar dei Semi), è la parte più bella e corrisponde alla zona coperta che dalla moschea degli Omayyadi va verso Sud. Si trovano gioielli, profumi, dolci, spezie e noci. La sera è illuminata da candelabri che rendono l’atmosfera magica. (VdR 2005)

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Turchia Turchia

N.B. per altre informazioni turistiche sulla Turchia si consiglia di visionare anche le Info utili 2005 e le Info utili 2007.

Internet: link turistici della Turchia

A partire dal 1° gennaio 2005 vengono tolti 6 zeri alla Lira turca che diventa "YTL" (Y=nuova). I biglietti e la moneta sia della vecchia che della nuova divisa restano in circolazione nel corso del 2005. Successivamente, la vecchia Lira verrà tolta dalla circolazione a partire dal 1° gennaio 2006

Cambio: 1 Euro = 1,758 Turkish New Lira. 1 Turkish New Lira (YTL) = 0,57 Euro (EUR) (luglio 2007)

Ambasciata Italiana di Ankara: Ataturk Bulvari, 118 Kavaklidere, tel (90) 312-4265460/1/2/3, fax 312-4265800, e-mail Ambasciata: ambasciata.ankara@esteri.it, e-mail Cancelleria Consolare: consolare.ambankara@esteri.it, sito web: www.itaamb.org.tr

Consolato Italiano di Istanbul: Bogazkesen Caddesi Tomtom Kaptan sokak n.15 Beyoglu - Tophane, tel (90) 212-2431024-5/2525437 fax 212-2525879, e-mail Consolato: anagrafe@italyancons.org.tr, sito web: www.italyancons.org.tr

Consolato Italiano di Izmir (Smirne): Cumhuriyet Meydani 12/3 Alsancak, tel (90) 232-4636676/96 fax 232-4212512 e-mail Consolato: consolato.izmir@esteri.it, sito web: www.italcons-izmir.com

Prefisso dall’Italia: 0090 + prefisso senza lo 0; prefisso per l’Italia 0039; ItalyDirect 00800391177, telefonate internazionali a carico del destinatario comporre il numero 115

Numeri utili: polizia stradale 155; soccorso stradale 212-2786214 (numero unico funzionante dalle 9 alle 17 dei giorni feriali); polizia 156; vigili 154; polizia municipale 153, vigili del fuoco 110; ambulanza 112, informazioni sanitarie 184, informazioni 118

1 ora di fuso orario in più

Benzina senza piombo (kursunsuz benzin, 95 ottani): tra i 2,85 ed i 3 YTL/l (verificato 2007). Sulle autostrade spesso i benzinai sono aperti 24h/24, gli altri sono aperti dalle 06:00 alle 22:00

Segnali stradali: Dikkat = Attenzione, Dur = Stop, Gümrük = Dogana, Fotograf ve Film Cemek Yasaktir = Proibito fotografe, Hastahane = Ospedale, Nufus = Centro abitato, Raki-M = Altezza, Tamirat = Lavori in corso, Yabancilara Yasaktir = Vietato oltrepassare, Yasak Bölge = Ingresso vietato, Yavas = Rallentare, Park Yapilmaz = Parcheggio vietato

Banche: 08:30 - 12:00 / 13:30 - 17:00

Negozi: Lun - Ven 09:00 - 13:00 / 14:30 - 19:00; Sab 09:00 - 13:00 / 13:30 - 20:00

Uffici postali principali (PTT) delle città più importanti aperti lun-sab 08-24 e dom 09-19. Uffici secondari chiusi nei giorni festivi, nei giorni feriali aperti 8.30-12.30 / 13.30-17.30

Limiti di velocità: centri abitati: autovettura, motociclo: 50 Km/h; fuori dei centri abitati: autovettura: 90 Km/h, motociclo: 70 Km/h; autostrada: autovettura: 120 Km/h, motociclo: 80 Km/h

Pedaggi in YTL (2005), validi per auto e motocicli: Cesme-Izmir (67,9 Km.): 1,50; Izmir-Aydin (99,6 Km.): 2,00; Icel (Cesmeli)-Gaziantep (313 Km.): 4,50; Icel (Pozanti)-Icel (Camtepe) (62 Km.): 1,50; Hatay (Erzin)-Hati (Sekerek) (54 Km.): 1,50

Consigli di visita:

Patrimonio UNESCO: Göreme National Park and the Rock Sites of Cappadocia (1985), Great Mosque and Hospital of Divrigi (1985), Historic Areas of Istanbul (1985), Hattusha: the Hittite Capital (1986), Nemrut Dag (1987), Hierapolis-Pamukkale (1988), Xanthos-Letoon (1988), City of Safranbolu (1994), Archaeological Site of Troy (1998). Properties submitted on the Tentative List: Ephesus (1994), Karain Cave (1994), Sümela Monastery (The Monastery of Virgin Mary) (2000), Alahan Monastery (2000), St. Nicholas Church (2000), Harran and Sanliurfa (2000), The Tombstones of Ahlat the Urartian and Ottoman citadel (2000), The Citadel and the Walls of Diyarbakir (2000), Seljuk Caravanserais on the route from Denizli to Dogubeyazit (2000), Konya-A capital of Seljuk Civilization (2000), Alanya (2000), Mardin Cultural Landscape (2000), Bursa and Cumalikizik Early Ottoman urban and rural settlements (2000), Edirne Selimiye Mosque (2000), St.Paul Church, St.Paul’s Well and surrounding historic quarters (2000), Ishak Pasha Palace (2000), Kekova (2000), Güllük Dagi-Termessos National Park (2000)

Mangiare:

Shish kebab (spiedini di montone, capretto, agnello, manzo o vitello); Kebab (ottimo quello di Çesme (vicino al porto) e quello di Göreme), kebab al cartoccio (hasanpasa kagit kebab), alla panna (kremali kebab), allo yogurt (yogurtlu kebab), in umido (koyun yahnisi); dolmalar (involtini di verdure ripieni di riso e carne); riso con melanzane (patlicali pilav), con fave (azerbaycan pilai); kofte (polpette di agnello con spezie); pidè (specie di pizza fatta di pasta di pane cotta a legna e condita a scelta con formaggio o uova o carne tritata; etli yaprak (foglie di vite ripiene di carne); lokum (gelatina alla mandorla o pistacchio); dovde dondurm (gelato gommoso che si può mangiare con coltello e forchetta!); dolci tipici di mandorle, keskul (budino di latte, farina di riso e cocco), kabak tatlisi (a base di zucca e noci), sahlep (sciroppo al latte e vaniglia con cannella), baklava (dolce a sfoglie)

Raki: liquore d’anice. La qualità migliore in commercio è l’Altin Bas (Testa d’Oro)

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